Uso del cellulare e incremento ansioso.

Da una ricerca sperimentale della Dottoressa Anna Americo.11333374_870561799683590_1871421885_n

Il telefono cellulare come abbiamo visto rappresenta uno dei beni di consumo più attraenti per i giovani; praticamente tutti ne possiedono uno.

Su 581 studenti universitari solamente uno ha dichiarato di non possedere un telefono cellulare. Al 55% di essi è stato regalato dai propri genitori e al 48% dei soggetti le spese per il proprio cellulare le pagano i genitori.

Ci sono delle significative differenza di genere sull’utilizzo che ne fanno; i ragazzi dispongono alla settimana per le proprie spese di più soldi rispetto alle ragazze e inviano più sms sia nei giorni infrasettimanali che durante il fine settimana, tuttavia le ragazze dedicano molto più tempo nel complesso al cellulare rispetto ai ragazzi.

Il 43% dei partecipanti dichiara di tenere il telefono sempre acceso e questa percentuale è più alta per le donne rispetto agli uomini.

I partecipanti allo studio riferiscono di usare quotidianamente il telefono cellulare per comunicare con gli altri attraverso chiamate e/o sms, per navigare in internet, per scattare fotografie e tra le applicazione quella maggiormente utilizzata è la sveglia.

La maggior parte dei soggetti ritiene che oggigiorno possedere un telefono cellulare sia fondamentale (36% circa) ed è d’accordo nel ritenere che aumenti la possibilità di stare in contatto con la gente (39% circa).

Ammettono che il telefonino costituisca una fonte di distrazione e di svago, infatti il 44% dei soggetti riferisce di usarlo nei momenti di noia.

Molti di loro dichiarano di non riuscire a fare a meno di usare il telefono cellulare quando ce l’hanno con loro (28%) o di sentire la necessità di chiamare qualcuno o scrivere un sms quando non usano il cellulare da molto tempo (31%), mostrando assenza di controllo.

Il 38% dei soggetti prova un senso di disagio e di malessere a rimanere senza telefono cellulare per lunghi periodi di tempo. Molti dei soggetti ammettono di farne uso sempre maggiore, sia per quanto riguarda le chiamate (33%) che sms (47%), mostrando sintomi di tolleranza. Spesso dedicano più tempo di quanto vorrebbero con il telefono cellulare e dormono di meno perché occupati con il cellulare (35%).

Analizzando le differenze di genere per ogni fattore di ogni scala utilizzata per l’indagine, le ragazze hanno riportato punteggi statisticamente più elevati dei ragazzi nei seguenti fattori: assenza di controllo (F=16.85; p=0.0000), astinenza (F=10.85; p=0.0011) e desiderio infruttuoso di cessare il consumo (F=13.60; p=0.0002), nel test di dipendenza dal telefono cellulare.

Per quanto riguarda invece la scala sulle funzioni del telefono cellulare, è stato riscontrato che anche il fattore comunicazione dipende significativamente dal genere (F=18.41; p=0.0000).

Analizzando poi le prevalenze dei disturbi psicologici indagati è risultato che gli individui che hanno uno stato di ansia che assume i caratteri di un vero e proprio tratto stabile di personalità sono risultati essere 46 soggetti (8% del campione), il 10% circa dei soggetti invece presenta comportamenti che consentono di ipotizzare la presenza di un disturbo ossessivo compulsivo e il 76% circa dei soggetti presenta comportamenti che consentono di ipotizzare la presenza di un disagio sociale.

Una volta analizzati tutti i dati, mi sono occupata di indagare la relazione tra le funzioni del telefono cellulare, atteggiamenti verso il telefono cellulare e dipendenza da telefono cellulare con le caratteristiche psicologiche (ansia, compulsività, disagio sociale), per cercare di rispondere all’ipotesi della mia ricerca.

È emerso che l’assenza di controllo è  significativamente più elevata nei soggetti ansiosi (F= 9.43; p=0.0022) e allo stesso modo i problemi familiari (F=5.03; p=0.0253) e il desiderio infruttuoso di cessare il consumo (F=8.23; p=0.0043) sono due fattori significativamente dipendenti dall’ansia.

Per quanto riguarda i fattori delle altre due scale, una relazione significativa si ritrova solo con il fattore “pregiudizi sul telefono cellulare” (F=4.33; p=0.0379) della scala Atteggiamenti verso il telefono cellulare.

Successivamente mi sono occupata di studiare la relazione tra i fattori del questionario e la compulsività. È emersa una relazione significativa solo tra il fattore “desiderio infruttuoso di cessare il consumo” (F=7.86:p=0.0052)  della scala Test di dipendenza da telefono cellulare e compulsività e tra il fattore “Pregiudizi sul telefono cellulare” (F=5.21; p=0.0229) della scala Atteggiamenti verso il telefono cellulare e compulsività.

Infine indagando la relazione tra i fattori delle varie scale del questionario e il disagio sociale, è emerso che tutti i fattori della scala “Test di dipendenza da telefono cellulare” (assenza di controllo, problemi familiari, astinenza, tolleranza, desiderio infruttuoso di cessare il consumo) dipendono significativamente dal disagio sociale.

Per quanto riguarda la scala sulle funzioni del telefono cellulare invece è presente una relazione significativa tra il fattore tecnologie audio visuali e il disagio sociale (F=14.82; p= 0.0001) e tra il fattore uso di internet e il disagio sociale (F=11.81; p=0.0006).

Abbiamo trovato inoltre una relazione significativa con il fattore immagine positiva del cellulare (F=9.81; p=0.0018) della scala “atteggiamenti verso il telefono cellulare”.

Quindi all’ipotesi iniziale del mio lavoro “Esiste una relazione tra uso del telefono cellulare e comportamento ansioso?” la risposta è sì, l’uso e abuso di alcune funzioni del cellulare e gli atteggiamenti verso il telefono cellulare dipendono significativamente dalla presenza di comportamenti ansiosi e compulsivi.

Questo deve farci riflettere sulla necessità di diffondere modelli di utilizzo positivo delle nuove tecnologie per modalità di impiego più adattative e funzionali e condurci nella creazione di programmi di prevenzione di comportamenti disadattati o di addiction, in quanto, volendo citare la psichiatra statunitense Maslach, “un grammo di prevenzione vale tanto quanto mezzo chilo di cura”.

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