Lutto e separazione : analogie e differenze

Un punto da vedere nelle relazioni è come si innesca la rottura, il distacco. Il distacco è un parte importante dell’intero rapporto, è importante da vari punti di vista.UaaYkwu

Nella fase di rottura di un rapporto vengono fuori in maniera ancora più evidente quali sono i processi centrali della persona. Nelle fasi di rottura di un rapporto questi processi centrali della persona diventano evidenti quasi come lo sono gli effetti dell’attaccamento nella fase di sviluppo, perchè vengono fuori i pattern elementari, quelli che vengono fuori senza mediazione.

Il distacco è importante per il rapporto anche a livello quantitativo: generalmente in un rapporto significativo, e qui trovate la differenza con i rapporti non significativi, il distacco è la parte del rapporto che prende più tempo di tutto il rapporto, cioè prende più tempo della formazione e del mantenimento messi insieme. Nelle situazioni di coppia che vediamo per esempio, con separazioni dopo 10 o 12 anni o 15 anni di matrimonio, spesso il distacco è stata la parte più lunga, cioè i due hanno una storia di dodici anni e di questi dodici ne hanno messi sette per staccarsi… cioè la prima volta che hanno detto ” separiamoci” è stata sette anni prima di quando l’hanno fatto, prima hanno fatto le prove… le contro-prove…”stiamo tre mesi separati”… Perchè non è un processo semplice, anzi è il più difficile che ci sia, perchè è quello che ha più a che fare con il cambiamento del senso di sè. La funzione del mantenimento è inserire la percezione e la dimensione di un altro nel proprio sè, assimilarla: quello è un processo che avviene quasi da solo, più difficile è “togliere” questo pezzo. Il distacco affettivo è questo, non è semplicemente il distacco fisico. Questo evidenzia come esista una gradualità di distacchi, alcuni dei quali non si compiono mai.

Nel distacco affettivo il processo è più complicato che nel lutto, perchè nel lutto c’è semplicemente la perdita della persona fisica, che certo non è da poco, ma manca un altro elemento che è più disturbante del distacco affettivo: non c’è la perdita dell’immagine del partner che uno si era fatto.  Nel processo di affettività come meccanismo autoreferenziale quello che è importante è che la percezione del partner entra a far parte del senso di sè, quindi significa che l’immagine che uno si è fatto del partner entra a far parte del modo in cui uno si percepisce.

Nel distacco fisico ( lutto) questa cosa non  è toccata, cioè uno non deve cambiare l’immagine che si è fatto dell’altro e che è entrata a far parte dei propri schemi di sè. Non solo l’immagine non è cambiata ma anzi è amplificata , intensificata, cioè se prima il partner aveva una “intensità 30”, dopo il lutto acquista “60”, “90”: nel lutto c’è l’assolutizzazione dell’immagine del partner, l’immagine diventa ” normativa di realtà”. I

Il problema di un distacco affettivo da una parte è simile a un lutto, dall’altra è l’opposto, nel senso che quello che si perde non la persona fisica, ma l’immagine che si aveva di quella persona, un sostegno al senso di sè, e tutto questo magari avviene in una situazione apparentemente discrepante o contraddittoria in cui la persona fisicamente c’è, e uno ci interagisce ancora, anche se però quella persona non conferma più il tipo d’immagine che è necessaria per il mantenimento di sè e di una dimensione di vita. Questo vi da il senso di quanto sia più difficile elaborare un distacco affettivo e di quanto questo richieda un lasso di tempo più lungo dell’intero rapporto. 

I motivi della rottura sono rilevabili dal contratto implicito che i due fanno quando ha inizio la formazione del legame affettivo. Ogni contratto ha già implicite le clausole che lo porteranno allo scioglimento, e in genere i motivi di rottura hanno sempre a che fare con quelle clausole. Il processo elementare è sempre questo: c’è uno dei due che contravviene alle regole, l’altro a quel punto impugna il contratto alla lettera e comincia lo “show.down”, l’escalation simmetrica tra i due. Generalmente il periodo centrale che serve alla definizione del distacco è dato da questa escalation simmetrica: l’uno che trasgredisce la regola e l’altro che ribadisce rilanciando un’osservanza più scrupolosa… quando l’escalation è arrivata a un certo grado di intensità, l’intensità raggiunta impone ai due un salto di metacomunicazione, come era accaduto durante la formazione, e i due cominciano a parlare esplicitamente di scioglimento del loro contratto. Questo però all’inizio, ma dal parlare di scioglimento a scioglierlo… ce ne vuole.

L’andamento con cui si conduce in porto un distacco è sempre oscillatorio, c’è un continuo avvicinarsi e allontanarsi. E’ come quello che si vede quando si parla del distacco del bambino, che a ogni allontanamento dalla madre progressivamente aumenta il raggio di esplorazione, o del distacco dell’adolescente in cui c’è l’aumento della distanza e poi improvvisamente la richiesta di protezione, ed è sempre ambivalente il modo in cui questo chiede al genitore che gli venga data l’autonomia, e in questo chiedere nega che sia autonomia…questa ambivalenza, questa oscillazione sono caratteristiche tipiche di ogni processo di distacco, anche negli adulti.

 

Bibliografia

Vittorio F.Guidano, La Psicoterapia tra arte e scienza.

 

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