Meglio preferire o pretendere?

Alla base dei disturbi emotivi vi sono delle credenze imperative che l’universo debba procedere in un certo modo.

Nell’Oxford English Dictionary (2011), il termine imperativo indica qualcosa “che esprime un comando”. Questo è esattamente il concetto che Ellis impiegava per descrivere le pretese. Le pretese ( demands) riflettono aspettative assolute e irrealistiche su eventi o individui, e sono spesso riconoscibili da parole – segnale come “devo”, “devi”, “dovrei”, “bisogna”” ed “è necessario”.

Bisognerebbe distinguere fra preferenze e pretese. Le preferenze non sono nè razionali nè irrazionali : sono quello ce sono, nulla più.

Gli psicologi non cercano di modificare ciò che “vuole” una persona, ovvero le sue preferenze. Non si dovrebbero considerare i desideri  come qualcosa di patologico.

Quando pretendiamo, tuttavia, che i nostri desideri diventino realtà, allora nascono i problemi. Ma in che modo e perchè le pretese possono condurre ad un disturbo?

Le persone si formano degli schemi sulla realtà che le circonda. Diversi studi hanno dimostrato che quando sperimentiamo una discrepanza fra il nostro schema del mondo e la realtà con cui ci confrontiamo, si genera uno stato di attivazione emotiva. Si crea cioè una discrepanza fra le nostre aspettative e la realtà ,che, secondo Piaget ( 1954), può essere risolta in due modi: mediante assimilazione o accomodamento. La creazione di un nuovo schema è una forma di accomodamento. Un individuo ben adattato viene motivato dallo stato di attivazione emotiva a ricercare ulteriori informazioni per modificare il proprio schema del mondo.

L’assimilazione consiste invece nel mantenere lo schema tralasciando i dati discordanti e adeguando a esso la propria percezione della realtà.

Si conserva una certa aspettativa nonostante la realtà dei fatti provi che è falsa. Nella scienza e nelle nostre vite private, la gente non modifica  le proprie credenze a ogni incoerenza che si verifica. Quando si presentano discrepanze significative e sostanziali, tuttavia , è consigliabile modificare il proprio schema.

La rigidità e l’incapacità di modificare i propri schemi, indipendentemente da quanto corrispondano alla realtà, tra le cause principali dei disturbi che affliggono il genere umano. Pertanto, le pretese causano il disturbo perchè si ricorre all’assimilazione per affrontare una discrepanza  fra le proprie aspettative e la realtà. Questa rigida adesione allo schema esistente e l’uso dell’assimilazione come strategia cognitiva esclusiva impediscono di staccarsi dalle proprie aspettative e acuiscono la percezione di una discrepanza fra quanto percepito e quanto atteso. Questa discordanza altera lo stato emotivo della persona e alimenta un senso di frustrazione o minaccia.

Bibliografia : ” Manuale di terapia razionale emotiva comportamentale” R.A Di Giuseppe

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