I compiti di esposizione

Il compito di esposizione è utilizzato come mezzo per indurre paura nel paziente, tramite la costruzione di situazioni stressanti simili a quelle temute dal soggetto, in quanto l’accesso ai pensieri automatici negativi può ,altrimenti, risultare limitato.

In queste circostanze può essere utile attivare l’ansia nel paziente al fine di rendere i PAN maggiormente accessibili:l’effetto di questa attivazione può essere valutato a seconda del grado di convinzione dei giudizi negativi. Ad esempio, i fobici sociali sono estremamente convinti di essere al centro dell’attenzione critica degli altri quando si trovano in situazioni sociali, mentre in condizioni divere il grado di convinzione solitamente diminuisce.

Analogamente, i pazienti con attacchi di panico sono estremamente convinti che accadrà qualcosa di catastrofico se posti in una situazione critica, ma dubitano della reale possibilità che ciò possa avvenire in altri contesti. 

L’esercizio di esposizione è un mezzo per accedere ai PAN di minore intensità. Inoltre quando l’evitamento è generalizzato, l’avvicinamento a situazioni cruciali può far emergere credenze disfunzionali, fino ad allora inaccessibili.

Nel seguente stralcio di un colloquio, il terapeuta accompagna un’esposizione diretta del paziente a una situazione temuta. L’esempio illustra il tipo di domande utilizzabili per rilevare i PAN primari.

T: Vorrei che lei facesse da solo una breve passeggiata lungo questa via di passaggio e che tornasse indietro dopo 5 minuti. Come si sente all’idea di fare questa prova?

P: Mi sento già in ansia. Non sono sicuro di riuscirci.

T:Mi spieghi esattamente cosa prova.

P: Mi manca il fiato e dentro mi sento tremare tutto.

T: Che pensieri le vengono in mente in questo istante?

P:Non so; mi sento solo ansioso.

T: Le spiace camminare, solo per un pò, da solo? Fino alla fine del viale e poi tornare indietro.

P: Posso provarci.

T: Adesso, come si sente?

P: Continuo a sentirmi nervoso; finirà male.

T: Pensa che qualcosa di spiacevole possa accadere se i sintomi peggiorano?

P:Mi sento così stupido a sentirmi così.

T: Quando dice di sentirsi stupido, vuole dire che potrebbe dare l’impressione di essere stupido?

P: Beh, la gente potrebbe notare qualcosa di strano in me.

T: Qual è la cosa peggiore che potrebbero notare?

P: Potrebbero vedere che cammino in modo ridicolo.

T: In cosa potrebbe essere ridicolo=

P: Beh, potrebbero vedermi barcollare e pensare che sono ubriaco o altro.

T:Una delle sue paure sembra essere quella di camminare in modo ridicolo e di essere notato da tutti pensando che lei è ubriaco. Quanto è convinto che questo possa accadere proprio ora?

P: A giudicare da come mi sento ora, credo che probabilmente accadrà.

T: In una scala da 0 a 100, quali sono le probabilità che accada veramente, proprio adesso?

P: Circa l’80 %.

T : Va bene, perchè non prova a camminare adesso, e vediamo cosa accade?

In questo esempio, la paura del paziente legata al giudizio negativo della gente diventa palese quando viene esposto alla situazione temuta. Il terapista poi prosegue con il metodo dell’esposizione al fine di determinare i comportamenti protettivi assunti in quella situazione. Questa infomrazione viene utilizzata per costruire un’iniziale formulazione del problema del paziente.

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Tratto da: Trattamento cognitivo dei disturbi d’ansia Adrian Wells

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